| Home | About us | |||||
Editoriale Editorial |
Avvenimenti Events |
Pagina Classica A ClassicText |
Collaboratori Contributors |
|||
|
Stefano Gomes Il vertice di Rio de Janeiro del 1992, è senza alcun dubbio, tra gli (eventi) avvenimenti maggiormente significativi che hanno caratterizzato il volgere del millennio trascorso, durante il quale è stato proposto il principio dello sviluppo sostenibile. Due sono gli elementi di base che caratterizzano tale principio: la consapevolezza del diffuso livello di degrado ambientale raggiunto e per il quale molte specie sono estinte o rischiano di scomparire definitivamente e la necessità di proporre una strategia economica, innovativa, la quale sostiene che il livello di sviluppo raggiunto dalla presente generazione, mediante l'utilizzo dei beni naturali, venga garantito anche per le generazioni future. Su tali tematiche l'Autore, dopo aver individuato nel testo della Convenzione sulla Diversità Biologica e nei documenti del Magistero, tre ambiti comuni quali la cooperazione, la responsabilità e l'informazione, presenta un lavoro originale sviluppando una analisi comparativa. L'indagine, inoltre, pone in evidenza che anche in assenza di uno specifico documento elaborato dal Magistero, che indirizzi a definire il principio della responsabilità dell'uomo verso il creato, la Chiesa si è pronunciata già in passato offrendo importanti punti di riferimento e di riflessione. Dal lavoro si coglie il desiderio, da parte dell'Autore, che il dibattito avviato nell'ambito Ecclesiastico non si fermi esclusivamente sul concetto di sostenibilità, ma vada oltre per alimentare un filone di ricerca che definisca il ruolo e la funzione dei diversi elementi che costituiscono "l'edificio teorico" dello sviluppo sostenibile. The 1992 Earth Summit held in Rio de Janeiro is without doubt one of the most important events concerning the life of the planet to have taken place at the turn of the last millenium. In particular it was at this meeting that the concept of “sustainable development” was seriously launched. Two elements of this idea are particularly important: an awareness of the already existing deterioration of the environment that has caused or can cause the extinction of species and the need to propose a new economic strategy that uses natural resources properly so as to guarantee the present level of economic development for future generations. The author identifies three points of common concern between the Convention on Biological Diversity and the documents of the Church’s magisterium - co-operation, responsibility and information and its use - and compares these points. The study shows that despite the absence of a specific document of the magisterium that addresses the principle of human responsibility for creation, the Church has nevertheless already offered important points of reflection for the debate on sustainable development. The author hopes that the debate in ecclesiastical circles will not stop with the idea of sustainability alone but will go further towards creating a proper theoretical scheme for this idea. |
|
|
|
||||
|
|
||||||
|
||||||