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La popolazione straniera nelle carceri italiane
Barbara
Sena
Introduzione
In Italia si calcola ogni
anno una presenza straniera regolare di circa 1.600.000 individui,
pari al 2,8% della popolazione, con una stima appressi-mativa di circa
300.000 immigrati clandestini (cfr. Il Messaggero, 14 luglio
2002) e di un numero non precisabile di irregolari[1].
Questo dato demografico,
che sta diventando sempre più rilevante nel nostro Paese, come in
altri della Comunità Europea, sintetizza un fenomeno molto complesso
che oggi viene affrontato sotto aspetti differenti.
Una dimensione attraverso
la quale può essere studiata la pressione migratoria in Italia
consiste nella relazione tra immigrati extra-comunitari e forme di
criminalità, più spesso presentata sotto la voce di “aspetti
giudiziari”.
Nell’ambito delle
statistiche giudiziarie sono disponibili già da diverso tempo i dati
sui cittadini stranieri entrati dallo stato di libertà negli Istituti
di prevenzione e di pena, distribuiti per sesso, età e tipo di reato.
A partire dal 1988,
inoltre, con l’aumento della pressione migratoria dai Paesi
extracomu-nitari, sono stati elaborati i dati anche per singolo Paese
di cittadinanza, mentre dal 1991 sono presenti le informazioni
relative agli stranieri nelle carceri per cittadinanza e per posizione
giuridica. Comunque, a causa dell’esistenza di un notevole numero
oscuro per taluni reati che non vengono denunciati per vari motivi
(sfiducia, perdita di tempo, paura, ecc.), le dimensioni quantitative
del fenomeno criminoso registrate dalle statistiche ufficiali si
devono considerare sottostimate (Caputo e Putignano, 1997).
Il ministero della
Giustizia/dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha rilevato
che al 31 maggio 2002 la popolazione carceraria in Italia era composta
da 56.537 detenuti fra italiani e stranieri.
Scorporando i dati relativi
agli stranieri, si ottiene che essi rappresentano ben il 30,2% del
totale dei primi cinque mesi del 2002, pari a 17.095 individui, con un
incremento del totale dei detenuti rispetto al 2001 del 2,3%, e un
aumento dei soli detenuti stranieri intorno al 4,7%.
Sicuramente il numero dei
detenuti stranieri nelle nostre carceri è aumentato notevolmente, se
si pensa che nel 1991 essi rappresentavano ancora il 16% del totale.
Ma nell’interpretare questi dati bisogna, innanzitutto, tenere
presente che gli stranieri non riescono ad usufruire facilmente, come
invece accade per gli italiani, delle misure alternative e sostitutive
alla detenzione, non possedendo quei punti di riferimento familiare,
sociale o lavorativo, che sono generalmente richiesti per usufruire di
tali benefici[2]
(Marotta, 1995, p.157). In secondo luogo, si entra e si resta in
carcere per ragioni diverse: per custodia cautelare, in attesa di
giudizio o per esecuzione della pena. Infine, i reati commessi di
solito dagli stranieri sono tra quelli che più spesso portano in
carcere[3]
(Barbagli, 2002, p.53).

FONTE:
Ministero della Giustizia – D.A.P.
E’ opinione diffusa che una
delle cause di tale incremento sia anche da attribuire ad un processo
di “sostituzione” degli stranieri agli italiani in alcune attività
illecite, da questi ultimi abbandonate perché considerate meno
vantaggiose di un tempo. Per questo motivo, si pensa che in tali
attività gli immigrati extracomunitari stiano prendendo a poco a poco
il posto occupato finora dagli strati più svantaggiati della
popolazione italiana[4]
(Palidda, 1995).
Tutti questi aspetti,
quindi, contribuiscono in parte al fatto che nelle stime della
popolazione carceraria possa sembrare rilevante il peso dei detenuti
stranieri[5].
Nonostante, comunque, ciò
non cambi la struttura della popolazione carceraria, queste
considerazioni sono importanti per non cadere in facili pregiudizi
circa una forte propensione degli immigrati extracomunitari alla
devianza sociale e dunque alla criminalità. Sarebbe poco corretto,
infatti, valutare la loro incidenza nelle italiane come indice univoco
di una maggiore tendenza a compiere un più elevato numero di illeciti
o di azioni delinquenziali (Caritas, 2002).
Alla luce di queste
considerazioni, lo scopo di questo lavoro sarà quello di individuare
brevemente alcune caratteristiche demografiche dei detenuti
extracomunitari in Italia, nel tentativo di fare un po’ di chiarezza
su alcuni aspetti di tale sottopopolazione.
In questa sede, pertanto,
verrà volutamente escluso l’approfondimento di tematiche legislative
in materia di immigrazione e di aspetti sociali, in quanto ritengo che
essi esulino da una trattazione di carattere più strettamente
demografico, quale la presente si prefigge di essere.
Alcuni dati generali sui
detenuti stranieri
La tabella riportata qui
sotto mostra la distribuzione per aree geografiche di provenienza dei
detenuti “non italiani” presenti nelle nostre carceri al 31 dicembre
2002.
Come si evince chiaramente
dal grafico, le percentuali più alte risultano essere quelle degli
immigrati provenienti dai Paesi dell’est e dal Marocco.
Il grafico, però, pur
essendo l’unico, tra quelli disponibili sul sito del ministero della
Giustizia, a rappresentare in percentuali la distribuzione straniera
nelle carceri italiane, non ci dice molto sulla reale provenienza dei
detenuti. L’accorpamento in una sola voce degli immigrati dai Paesi
dell’est, peraltro la più consistente, appare generico e fuorviante,
essendo le quote per singolo Paese estremamente differenti tra di
loro, così come inutili ai fini interpretativi sono le voci “altri
Paesi africani” e “altri Paesi mediterranei”, non essendo chiaro se,
ad esempio, Paesi come l’Algeria (che si trova al quarto posto per
nazionalità dei detenuti), Libia o Egitto, debbano considerarsi
inclusi nell’una o nell’altra categoria.
Un dato più significativo è
rappresentato sicuramente dalla tabella seguente.
ITALIA. Prime 20 nazionalità detenuti stranieri al 31.5.2002
Paese
|
totale
|
% verticale
|
% donne
|
|
Marocco
|
3.797
|
22,2
|
0,4
|
|
Albania
|
2.790
|
16,3
|
2,5
|
|
Tunisia
|
2.109
|
12,3
|
0,9
|
|
Algeria
|
1.538
|
9,0
|
0,5
|
|
Jugoslavia
|
902
|
5,3
|
12,6
|
|
Romania
|
736
|
4,3
|
6,9
|
|
Nigeria
|
576
|
3,4
|
27,1
|
|
Colombia
|
516
|
3,0
|
26,2
|
|
Croazia
|
213
|
1,2
|
13,1
|
|
Senegal
|
202
|
1,2
|
1,0
|
|
Ecuador
|
165
|
1,0
|
27,9
|
|
Egitto
|
165
|
1,0
|
1,8
|
|
Turchia
|
156
|
0,9
|
1,9
|
|
Cina pop.
|
153
|
0,9
|
10,5
|
|
Perù
|
145
|
0,8
|
20,7
|
|
Totale
|
17.095
|
100,0
|
6,0
|
FONTE: Elaborazioni Caritas/Dossier
Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia - D.A.P.
Il Paese dell’Est con più
detenuti in Italia è, infatti, l’Albania con il 16,3% sul totale,
percentuale di molto superiore a quelle di Romania (4,3%) e Croazia
(1,2%) che pure figurano tra i venti Paesi più rappresentati nelle
nostre carceri.
La composizione per
provenienza geografica dei detenuti stranieri è notevolmente cambiata
negli ultimi anni. Il dato più rilevante è stato l’incremento degli
albanesi che è stato di oltre il 30% dal 2000, e che li ha portati ad
essere il secondo gruppo straniero presente nelle carceri italiane. In
incremento anche la presenza di detenuti romeni, marocchini (che si
confermano di gran lunga il gruppo più cospicuo) e algerini.
Come si può vedere, la
percentuale delle donne straniere detenute è molto bassa (appena il 6%
dei detenuti stranieri e l’1,8% della cifra complessiva delle donne
detenute) e non riflette sicuramente la distribuzione femminile
extracomu-nitaria nel nostro Paese (45%)[6].
Quest’ultima è, infatti, cresciuta notevolmente negli ultimi anni,
passando da 361.137 nel 1991 a 635.821 nel 2001. Se il rapporto
uomini/donne straniere era di 150/100 nel 1991, nel 2000 è sceso a
121, in parte grazie all’aumento dei ricon-giungimenti familiari,
raggiungendo quindi un maggior equilibrio sul nostro territorio
(Barbagli, 2002, p.49).
Per quanto riguarda la
graduatoria dei principali Paesi di provenienza dei detenuti
stranieri, essa, invece, combacia, in linea di massima, con la stessa
composizione degli immigrati sul territorio nazionale.
Anche la distribuzione per
regione dei detenuti stranieri riflette le quote di immigrati in
totale.
La maggior parte dei detenuti si trova
negli istituti penitenziari del Nord Italia (53,4%), soprattutto nelle
regioni occidentali. Seguono le regioni del centro (26,2%), del Sud
(13,2%) e le Isole (7,2%)[7].
I dati evidenziano, inoltre, che la maggior parte dei detenuti sono
condannati non definitivi.
ITALIA. Detenuti extracomunitari per posizione giuridica e
distribuzione geografica al 31.05.2002
|
Regioni
|
Non
def.
|
Definitivi
|
Internati
|
Totale
|
%
vertic.
|
%
non def./tot
|
|
Piemonte
|
1.041
|
688
|
1
|
1.730
|
10,1
|
60,2
|
|
Valle
d’Aosta
|
50
|
60
|
0
|
110
|
0,6
|
45,5
|
|
Liguria
|
482
|
287
|
0
|
769
|
4,5
|
62,7
|
|
Lombardia
|
2.159
|
989
|
5
|
3.153
|
18,4
|
68,5
|
|
Nord
Ovest
|
3.732
|
2.024
|
6
|
5.762
|
33,7
|
64,8
|
|
E.
Romagna
|
980
|
578
|
18
|
1.576
|
9,2
|
62,2
|
|
Friuli
V.G.
|
199
|
138
|
0
|
337
|
2,0
|
59,1
|
|
Veneto
|
702
|
562
|
1
|
1.265
|
7,4
|
55,5
|
|
Trentino
A.A.
|
126
|
66
|
0
|
192
|
1,1
|
65,6
|
|
Nord Est
|
2.007
|
1.344
|
19
|
3.370
|
19,7
|
59,6
|
|
Lazio
|
1.155
|
890
|
0
|
2.045
|
12,0
|
56,5
|
|
Marche
|
139
|
134
|
0
|
273
|
1,6
|
50,9
|
|
Toscana
|
898
|
789
|
6
|
1.693
|
9,9
|
53,0
|
|
Umbria
|
244
|
221
|
0
|
465
|
2,7
|
52,5
|
|
Centro
|
2.436
|
2.034
|
6
|
4.476
|
26,2
|
54,4
|
|
Abruzzo
|
146
|
261
|
0
|
407
|
2,4
|
35,9
|
|
Basilicata
|
45
|
111
|
0
|
156
|
0,9
|
28,8
|
|
Calabria
|
194
|
203
|
0
|
397
|
2,3
|
48,9
|
|
Campania
|
454
|
305
|
11
|
770
|
4,5
|
59,0
|
|
Molise
|
18
|
42
|
0
|
60
|
0,4
|
30,0
|
|
Puglia
|
286
|
174
|
0
|
460
|
2,7
|
62,2
|
|
Sud
|
1.143
|
1.096
|
11
|
2.250
|
13,2
|
50,8
|
|
Sardegna
|
99
|
356
|
2
|
457
|
2,7
|
21,7
|
|
Sicilia
|
346
|
432
|
2
|
780
|
4,6
|
44,4
|
|
Isole
|
445
|
788
|
4
|
1.237
|
7,2
|
36,0
|
|
TOT.ITALIA
|
9.763
|
7.286
|
46
|
17.095
|
100.0
|
57,1
|
FONTE: Elaborazione Caritas/Dossier
Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia- D. A.
P.
Dalla tabella risulta che
la regione con il maggior numero di detenuti stranieri in assoluto è
la Lombardia con 3153, mentre quella con il minore è il Molise (60).
Inoltre, si può notare come nelle regioni del Sud e nelle Isole il
numero di condannati definitivi nelle carceri supera quello dei non
definitivi, prevalente nel resto d’Italia.
In alcune carceri del Nord
le percentuali di detenuti stranieri superano addirittura il tasso
medio riscontrato a livello nazionale come ad Asti, Belluno, Padova e
Treviso, dove i valori si attestano intorno al 40%, o a Torino e nella
casa circondariale di Padova dove si registrano i tassi più elevati
(63% circa nel primo e addirittura 86% nel secondo) (Associazione
Antigone, 2000).
Analizzando i dati relativi
agli stranieri in base alla loro posizione giuridica, si nota che una
notevole porzione (58,8%) è rappresentata da individui non
definitivamente condannati. Circa la metà di questa categoria,
inoltre, è costituita da indagati o imputati, persone cioè da
considerare presuntivamente innocenti.
ITALIA. Extracomunitari
denunciati con e senza permesso di soggiorno (2000)
|
Regioni
|
Con perm.
|
Senza perm.
|
Totale
|
% senza perm.
|
|
Piemonte
|
3.636
|
20.784
|
24.420
|
85,1
|
|
Valle d’A.
|
117
|
333
|
450
|
74,0
|
|
Lombardia
|
9.576
|
28.714
|
38.290
|
75,0
|
|
Trentino A.A.
|
1.130
|
1.974
|
3.104
|
63,6
|
|
Veneto
|
5.062
|
16.716
|
21.778
|
76,8
|
|
Friuli V.G.
|
1.242
|
3.797
|
5.039
|
75,4
|
|
Liguria
|
1.875
|
11.775
|
13.650
|
86,3
|
|
Emilia Rom.
|
4.647
|
12.320
|
16.967
|
72,6
|
|
Toscana
|
3.543
|
13.926
|
17.469
|
79,7
|
|
Marche
|
1.338
|
3.589
|
4.927
|
72,8
|
|
Lazio
|
3.379
|
15.232
|
18.611
|
81,8
|
|
Abruzzo
|
668
|
1.351
|
2.019
|
66,9
|
|
Molise
|
46
|
192
|
238
|
80,7
|
|
Campania
|
1.055
|
5.837
|
6.892
|
84,7
|
|
Puglia
|
1.808
|
5.701
|
7.509
|
75,9
|
|
Basilicata
|
115
|
312
|
427
|
73,1
|
|
Calabria
|
401
|
1.199
|
1.600
|
74,9
|
|
Sicilia
|
597
|
2.100
|
2.697
|
77,9
|
|
Sardegna
|
157
|
618
|
775
|
79,7
|
|
Italia nord
|
27.285
|
96.413
|
123.698
|
77,9
|
|
di cui nord ovest
|
15.204
|
61.606
|
76.810
|
80,2
|
|
di cui nord est
|
12.081
|
34.807
|
46.888
|
74,2
|
|
Italia centr.
|
9.701
|
36.125
|
45.826
|
78,8
|
|
Italia merid.
|
4.133
|
15.767
|
19.900
|
79,2
|
|
di cui isole
|
754
|
2.718
|
3.472
|
78,3
|
|
Tot. Italia
|
41.119
|
148.305
|
189.424
|
78,3
|
FONTE: Elaborazione Caritas/Dossier
Statistico immigrazione su dati del Ministero della Giustizia - D. A.
P.
Per una più precisa
constatazione dell’incidenza della criminalità degli extra-comunitari
sul nostro territorio è opportuno dare uno sguardo anche al numero dei
denunciati per regione.
Vi sono molte differenze
tra le regioni italiane riguardo sia agli immigrati che alla
criminalità. Al Nord, per esempio, risiedono il maggior numero di
detenuti stranieri in possesso di un permesso di soggiorno, mentre al
Sud sono più numerosi gli immigrati irregolari. Nel Nord sono più
diffusi reati come il commercio e la produzione di stupefacenti, i
borseggi, i furti in appartamento, al Sud, invece, gli omicidi, gli
scippi, le rapine e il contrabbando (Barbagli, 2002, p.61).
Principali tipologie di reato dei detenuti extracomunitari
Per quanto riguarda le
tipologie di reato attribuite ai detenuti stranieri, le percentuali si
concentrano perlopiù su un gruppo ristretto e circoscritto di
illeciti.
Al primo posto figurano le
violazioni della legge sulla droga, che costituiscono il 38,5% del
totale dei reati commessi dai detenuti stranieri. Si tratta di un
primato che è rimasto tale nell’ultimo quinquennio, pur se registrando
un incremento percentuale di oltre 10 punti. Tuttavia, anche in questo
caso i dati non possono essere interpretati semplicisticamente come
una maggiore propen-sione degli extracomunitari verso questa tipologia
di reati. Se da un lato, infatti, essi testimoniano una sostituzione
degli spacciatori italiani con quelli stranieri, dall’altro bisogna
ricordare che gli extracomunitari sono esposti maggiormente rispetto
agli autoctoni all’azione repressiva delle forze dell’ordine (ISMU,
2002, p.181) e, nello stesso tempo, come già accennato, hanno più
difficoltà nel soddisfare i requisiti formali necessari per
beneficiare delle misure alternative alla detenzione, di cui
beneficiano, invece, molto spesso gli italiani condannati per questo
reato.
In ogni caso, non è
corretto affermare che i reati sulla droga siano divenuti una
prerogativa della criminalità straniera, poiché il rapporto tra
italiani e stranieri detenuti a tale titolo resta comunque di 3 a 1.
Al secondo posto figurano i
reati contro il patrimonio, che rappresentano il 19,8% sul
totale. Questa tipologia ha perso un po’ di peso negli ultimi cinque
anni (nel 1997 la percentuale era del 23,9%), anche perché essa
costituisce ancora una prerogativa dei detenuti italiani, essendo
infatti il loro principale titolo detentivo con il 25,1%.
Al terzo posto si hanno i
reati contro la persona con il 14,2%, ma anche in questo ambito
la componente extracomunitaria dei detenuti non prevale sugli
autoctoni: il rapporto è infatti di 1 straniero ogni 5 italiani.
Potrebbe stupire il fatto
che i reati inerenti lo sfruttamento della prostituzione
rappresentano solo il 4,9% del relativo totale, ma bisogna considerare
che tale percentuale incide sul totale dei detenuti a tale titolo per
il 77,2%. Pertanto, nono-stante abbia un peso esiguo sulla
distribuzione dei reati commessi dagli stranieri, esso rappresenta
tuttavia una sorta di prerogativa di gruppi o detenuti stranieri, che
sembrano aver fatto dello sfrutta-mento della prostituzione un terreno
d’azione privilegiato. In particolare, essendo il 54% circa dei
denunciati per questo reato costituito da albanesi, c’è chi sostiene
che esso sia perlopiù monopolizzato da questo gruppo nazionale
(Barbagli, 2002, p.59).
Un dato significativo,
infine, è la percentuale di detenuti stranieri per violazione della
legge sull’immigrazione che pur attestandosi nel 2001 solo al 3,2%
sul totale relativo, rappresenta la categoria di reato più
“etnicizzata” tra i titoli detentivi, riguardando nel 90,8% dei casi
cittadini extracomunitari (Caritas, 2002, pp.236-239).
Insignificanti sono,
infine, i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso
ex art. 416-bis c.p., che rappresentano, nonostante le aspettative
contrarie, appena lo 0.1% del totale degli illeciti ascritti agli
stranieri, e i reati per così dire dei “colletti bianchi” e dei
potenti (corruzione e concussione, appropriazione indebita, insider
trading e aggiotaggio), commessi quasi esclusi-vamente da
autoctoni (Barbagli, 2002, p.9).
La maggior parte delle
denunce agli stranieri regolari e non si concentra nelle regioni del
Nord Italia in cui si registra oltre il 60% del totale nazionale,
mentre dal meridione proviene la percentuale più bassa, pari al 13%[8].
Extracomunitari detenuti e immigrati irregolari
E significativo, a mio
avviso, riportare alcuni dati relativi alla differenziazione tra
immigrati regolari e irregolari autori di reato.
Da essi risulta, infatti,
che siano gli irregolari i destinatari della maggior parte di denunce.
L’incidenza degli stra-nieri senza permesso di soggiorno sul totale
dei denunciati e degli arrestati è notevole: si parla di percentuali
che si attestano tra il 70 e l’80 % per gli albanesi e i marocchini ed
anche oltre per i cinesi, i nigeriani, i rumeni, i croati (in
relazione a questi ultimi si raggiunge quasi il 100% di irregolari fra
gli arrestati).
Questi dati mostrano anche sostanziali
differenze fra i reati. Ve ne sono alcuni che vengono commessi quasi
esclusivamente da irregolari: per furto, rapina e contrabbando la
quota di irregolari arriva fino al 95%; per altri come guida senza
patente, atti di libidine, violenza carnale e lesioni dolose il numero
di denunce agli irregolari è inferiore (intorno al 70%). Nel
complesso, secondo Barbagli (2002), i reati degli irregolari sono
prevalentemente di tipo strumentale e vengono compiuti per motivi
economici (come furto, rapina e contrabbando), mentre sono minori
quelli espressivi, che nascono da azioni impulsive fine a se stesse
(come risse, lesioni dolose, violenza carnale, tentato omicidio).
Come si può vedere dalla
tabella sopra riportata, nel periodo che va dal 1988 al 2000 in tutti
i reati considerati salvo uno (il contrabbando) la percentuale di
irregolari è diminuita. Il che significa che il numero degli immigrati
denunciati è aumentato più rapidamente per i regolari che per gli
irregolari.
Questo cambiamento si pensa
che possa essere riconducibile ai quattro provvedimenti di
regolarizzazione che sono stati emanati nel nostro Paese
rispettivamente nel 1986, 1990, 1995 e 1998. Essi sono stati spesso
giustificati con l’argomen-tazione che con l’emersione
dell’immigrazione clandestina si sarebbe ridotta la criminalità.
Tuttavia, come dimostrano tali dati, nonostante il numero di
denunciati irregolari rimanga molto più alto di quello dei regolari,
le cause della devianza degli immigrati dovrebbero essere ricercate
altrove.
La quota degli irregolari varia anche a
seconda del Paese di provenienza.
Come si può vedere, le
percentuali più alte di denunciati senza permesso di soggiorno
provengono dalla Moldavia, Algeria, Romania, Croazia, Ucraina, anche
se le quote dei senza permesso rispetto ai denunciati con permesso dei
paesi sopra elencati sono tutte abbastanza elevate.
Per reati come furto e
rissa, quasi tutti gli algerini e i rumeni denunciati sono irregolari,
mentre albanesi, marocchini e tunisini sono perlopiù con il permesso
di soggiorno (Caritas, 2000).
L’età dei detenuti
extracomunitari varia dai 20 ai 50 anni circa, secondo una
distribuzione simile a quella dei detenuti italiani, ma negli ultimi
anni una percentuale sempre maggiore ha riguardato stranieri
minorenni, soprattutto tra i 15 e i 17 anni.
ITALIA.
Reati ascritti ai detenuti extracomunitari (1997-2001)

ITALIA. Percentuale di persone senza permesso di soggiorno sul totale
degli stranieri denunciati per reato dal 1988 al 2000
|
Reati
|
1988
|
1990
|
1992
|
1994
|
1996
|
1997
|
1998
|
1999
|
2000
|
|
Furto
|
95
|
90
|
88
|
90
|
89
|
88
|
90
|
85
|
88
|
|
Furto auto
|
92
|
93
|
87
|
90
|
91
|
88
|
88
|
85
|
86
|
|
Rapina
|
88
|
81
|
80
|
86
|
85
|
81
|
83
|
81
|
80
|
|
Rapina impr.
|
95
|
90
|
87
|
89
|
89
|
87
|
87
|
86
|
85
|
|
legge droga
|
95
|
89
|
89
|
96
|
91
|
91
|
92
|
89
|
n.d.
|
|
Ricettazione
|
85
|
82
|
73
|
77
|
79
|
80
|
83
|
78
|
77
|
|
Les.dolose
|
81
|
73
|
71
|
78
|
74
|
69
|
72
|
68
|
66
|
|
Contrabbando
|
73
|
62
|
72
|
83
|
83
|
86
|
89
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Omicid. tentato
|
90
|
79
|
70
|
79
|
79
|
76
|
79
|
71
|
69
|
|
Omicid. consumato
|
69
|
| |