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La violenza, lo stato, la guerra

Stefano Semplici

Nel moderno è tipicamente lo stato, al quale spetta all’interno dei suoi confini il monopolio dell’uso legittimo della forza, il “soggetto” delle guerre. Questo modello non funziona più e accanto ai conflitti armati fra «entità politiche indipendenti» cresce nelle relazioni fra i popoli la minaccia di nuove forme di violenza e terrore. Le dinamiche globalizzanti dell’economia e il vocabolario dei diritti umani generano speranze, ma anche contraddizioni, povertà e pericolose incom-prensioni. Occorrono livelli di aggregazione più complessi e policentrici, pur sapendo che gli stati non scompariranno comunque dalla scienza internazionale. L’ipotesi è allora quella che la causa della giustizia non si collochi fra sovranità chiuse, ma fra appartenenze che sono culturali e morali, oltre che istituzionali. Di qui la necessaria rinuncia ad ogni forma di “dispotismo” e l’opzione eminentemente politica per la costruzione di un equilibrio che si regga sulla ragionevolezza, piuttosto che sulla forza.


In the modern period, it is typically the state, which holds the monopoly on the legitimate use of force within its borders, that is the “subject” of war. This model does not function anymore and along with armed conflicts between “independent political entities”, the threat of new forms of violence and terror in the relations among peoples grows. The globalising dynamic of the economy and the language of human rights give rise to hopes, but also to contradictions, poverty e dangerous incompre-hension. More complex and policentric forms of coming together are needed, even if we know that states are not going to disappear from international studies. The hypothesis here is that justice is not to be upheld in closed sovereignties, but among forms of belonging that are cultural and moral, as well as institutional. From this arises the necessity to renounce every form of “despotism” and the eminently political option for the construction of an equilibrium based on reasonableness rather than force.

 

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