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Il pensiero religioso sulla guerra e la violenza politica. Mutamenti storico-culturali

 

Antonio Riccio

 

La guerra, da un punto di vista antropologico-culturale,  non è riconducibile a matrici biologiche, etologiche o innatistiche, ma piuttosto al problema dell’etno-centrismo, che nelle società “primitive” fonda lo stesso vincolo sociale; forma un noi altrimenti precario, a rischio di disintegrazione. Questa sociogenesi della guerra ha trovato storicamente giustificazione nella ricerca della potenza redentrice delle grandi religioni di salvezza. In questo senso la ghedah ebraica, la jihad  islamica e la Crociata cattolica sono pratiche di salvezza trasformate in un impegno totale di affermazione di una visione del mondo, al servizio di mire espansionistiche, politiche e sociali. La guerra giusta è un tentativo di “civilizzare” la “guerra santa” senza tuttavia riuscirci quando è ancora in gioco una Weltanschauung. Si va però affermando una opposta concezione, peraltro originaria e costitutiva del pensiero religioso, sebbene sempre socialmente censurata, che ha trovato la sua più forte espressione nella forte e decisa condanna del cattolicesimo di ogni conflitto organizzato umano in quanto negazione della vita.


From the point of view of cultural anthropology, war does not arise from sources that are biological, ethnological or innate, but rather from ethnocentrism, which grounds social bonds in “primitive” societies. It forms an “us” which would otherwise be precarious, risking disintegration. This sociogenesis of war finds practical justification in the “redeeming power” of the great religions of salvation. In this sense the Jewish ghedah, the Islamic jihad and the Catholic crusade are practices of salvation that have been transformed into a total commitment to a particular worldview aimed at political and social expansion. The “just war” is an attempt to “civilise” the “holy war” without however managing to do this when strong ideologies are present. An opposite idea, however, has been able to develop, one that is original and constitutive of religious thought, even if always censured by social authorities. This idea has found its strongest expression in the forthright and decided condemnation on the part of Catholicism of every organised human conflict as a negation of life.

 

 

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