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Edmund Burke e l’inutilità della guerra

 

Alberto Lo Presti

 

Il diciottesimo secolo, dei numerosi conflitti, produce un pensatore che con ostinazione nega che la guerra possa essere un vantaggio, o che il ricorso alla violenza e alla distruzione possa risultare un fattore di sviluppo civile. In modo originale, con toni a volte accesi e polemici, Edmund Burke affida alla sua oratoria e ai suoi scritti la costruzione di un orizzonte politico nel quale l'ordine è fondato dalla prudenza e dalla temperanza, dal rispetto per la libertà altrui e per le tradizioni storiche. In tal senso, si tratta indubbiamente di un pensiero ancora assai attuale.

The eighteenth century, which was marked by numerous conflicts, also produced a thinker who obstinately refuted the idea that war could be advantageous, or that recourse to violence and destruction could be a source of civil development. In an original way, often with a heated and polemical tone, Edmund Burke makes use of his oratorical skills and his writings to construct a political approach in which order is founded on prudence and temperance, and on respect for the liberty of others and for historical traditions. Thus, his thought is still very relevant to today’s situation.

 

 

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