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La responsabilità
sociale delle imprese:
l’impegno delle imprese per lo sviluppo sostenibile
Francesco D’Alessandro
La
definizione di sviluppo sostenibile compare ufficialmente nel
Rapporto della Commissione Mondiale sull’Ambiente e Sviluppo del 1987.
Da quel momento, dato l’incedere di varie crisi planetarie, si
comincia a richiamare l’impresa a nuove responsabilità sociali non più
eludibili.
In realtà il movimento ecologico e
quello dei consumatori conducono le proprie lotte contro le grandi
compagnie industriali fin dagli anni sessanta e, da quei processi, si
è arrivati alla definizione di molti dei diritti umani di “terza
generazione”. Tuttavia è ancora lontana una soddisfacente
codificazione di quelli che sono stati chiamati i “nuovi diritti” e
soprattutto strumenti validi per il loro effettivo rispetto. L’analisi
e i processi di sostenibilità socio-ambientali sono pratiche aziendali
di tipo quasi esclusivamente volontarie.
Un'azienda può, al giorno d’oggi, definirsi socialmente
responsabile quando il suo comportamento è rivolto a soddisfare le
legittime attese, economiche e non, di tutti gli stakeholder. Pertanto
un'impresa socialmente responsabile è volta a stabilire un dialogo
costruttivo e un rapporto di reciproca fiducia con tutti i propri
interlocutori interni ed esterni. In quest’ottica di scelte
consapevoli va letta l’importanza delle certificazioni etiche. Il
quadro di riferimento per la redazione di rendiconti sociali e
certificazioni ambientali risulta piuttosto articolato, con molti
standard di matrice nazionale ed internazionale. L’autore ne traccia
un’ampia panoramica, individuando pregi e difetti del sistema. Il più
grosso di questi? La volontarietà: è sempre più chiaro che il
perseguire il profitto è un’attività indivisibile dalla protezione
della salute e della sicurezza dei lavoratori, nonché dalla protezione
della società e dell’ambiente.
The definition of
sustainable development officially appears for the first time in the
Report of the World Commission on Environment and Development of 1987.
From that moment, given the impact of various crises of planetary
proportions, businesses are expected to take on new responsibilities
that are no longer avoidable. The ecological and consumer movements
have been fighting big industrial companies since the 1960s and out of
that process the idea of “third generation” human rights has arisen.
However, we are still a long way from a satisfactory codification of
these “new rights” and above all of effective instruments for ensuring
they are respected. Businesses carry out analyses and develop
processes that are socially and environmentally sustainable almost
entirely on a voluntary basis.
A business can define itself as socially
responsible when it behaves so as to satisfy the legitimate
expectations, economic and otherwise, of all its stakeholders. For
this, the socially-responsible business needs to establish a
constructive dialogue and a relationship of reciprocal trust with all
its dialogue partners, both internal and external. The importance
of ethical certification needs to be seen in this light. There are
many ways for producing social audits and environmental certification,
based on national and international standards, described by the
author, who also identifies their strengths and weaknesses. The
biggest weakness is the voluntary nature of these standards, since it
is becoming ever clearer that pursuing a profit cannot be separated
from protecting the health and wellbeing of workers, as well as that
of society and the environment.
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