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Mikaela Hillerstrom
In Europa,
fino alla metà degli anni Ottanta, i rifugiati hanno ricevuto una
buona accoglienza, dopo che per tutti gli anni Settanta, era prevalso
il sistema di tutela dei rifugiati istituito dopo la Seconda Guerra
Mondiale. A fine anni Ottanta, il numero dei richiedenti asilo è cre-
sciuto notevolmente, e nel decennio successivo si è affermata una
tendenza decisamente restrittiva nella concessione del diritto di
asilo. A partire dagli anni No- vanta, molti Paesi europei hanno
regolamentato il diritto di asilo, tenendo soprattutto conto dei
problemi legati all’ingresso ed al soggiorno dei richiedenti asilo.
Oggi l’integrazione dei rifugiati è obbiettivamente più dif- ficile.
Da oltre dieci anni si è potuto assistere ad un processo di
omogeneizzazione comunitaria delle poli- tiche migratorie nei Paesi
dell’Unione europea. Con il Trattato di Amsterdam del 1997, la materia
dell’asilo e dell’immigrazione è diventata di competenza comuni- taria.
In Italia - unico Paese in Europa - non esiste una legge organica che
regolamenti il diritto di asilo. L’ul- timo tentativo di disegno di
legge che sembrava avere qualche chance di essere approvato è
naufragato nel mese di dicembre 2004. Sarebbe importante che, a
livello internazionale e a livello degli Stati nazionali, non fos-
sero mai dimenticati i diritti fondamentali di ogni essere umano, e
mai persa di vista la centralità della persona umana. E’ auspicabile
che nel dibattito internazionale venga accolta una definizione di
rifugiato più appropriata alle emergenze e alle problematiche dei
nostri giorni, ben diverse di quelle che i redattori della Convenzione
di Ginevra, relativa alla status dei rifugiati, potevano avere in
mente nel 1951.
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