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Neo-populismo e globalizzazione

 

Antonio Riccio

Si può parlare di populismo nell’epoca dei mass-media? U. Eco propone il “berlusconismo” come neo-populismo contemporaneo. Il populismo nasce come rifiuto dell’industrialismo e quale ritorno alla terra come alternativa al capitalismo agrario, ma utilizzando tecnologie industriali. Anche il populismo post-moderno, rifiuta l’immigrazione e la globalizzazione quali scenari culturali contemporanei ma al tempo stesso li sfrutta come provvidenziali opportunità imprenditoriali e commerciali per risorse lavorative a basso costo e nuovi mercati. Il richiamo neo-populistico allo sviluppo ed al benessere è incompatibile con politiche di accoglienza e condivisione, perché mette tra parentesi la persona; fa dell’immigrato merce da utilizzare. Rivela il riemergere dell’etnocentrismo e di istanze personalistiche o particolaristiche, in contrasto con una società incamminata verso cittadinanze sempre più globali ed inclusive. Occorre quindi promuovere una maggiore consapevolezza  del nostro ‘bisogno dell’altro’ come realtà necessaria per  diventare “cittadini del mondo”.


Can we speak about populism in the era of mass media? Umberto Eco has proposed the idea of "berlusconism" as a form of contemporary neo-populism. Populism arises out of a reaction against industrialism and a return to the land as an alternative to agricultural capitalism, but all the while, still using industrial technology. Similarly, postmodern populism rejects the contemporary cultural situation with its immigration and globalisation, but at the same time, exploits these phenomena as providential business and commercial opportunities for access to low-cost workers and new markets. The neo-populist call to development and wellbeing is incompatible with policies of openness and inclusion, because "it puts the person on one side; the immigrant is treated as a product to be used". It reveals the re-emergence of ethnocentrism and claims based on closed and particular situations, in contrast with a society on the road towards a more global and inclusive type of citizenship. Promoting greater awareness of our "need for the other" is essential, as a necessary part of becoming "citizens of the world".

 

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