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Politiche dell’immigrazione in Europa
Luigi Troiani
L’autore analizza il fenomeno immigratorio in Europa e ripercorre le
politiche adottate dai vari Paesi, in particolare l’Italia, e
dall’Unione europea negli anni per regolare un fenomeno sociale di
grande rilevanza e che negli ultimi anni ha creato clamore ed
interrogativi intorno a gravi episodi di cronaca: la rivolta nella
vasta banlieu parigina da parte di francesi con radici
maghrebine, le sommosse etniche del 2001 nel Regno Unito e la scoperta
di cittadini britannici figli di immigrati tra gli attentatori
islamici del 7 luglio, l’assassinio del regista Theo Van Gogh commesso
da radicali islamici in Olanda. Il fenomeno immigratorio è diventato
strutturale nella seconda metà degli anni ’90 per tre concause: la
crisi demografica e l’invecchiamento della popolazione europea che
rendono irrinunciabile l’acquisizione di lavoro esterno, la caduta dei
regimi comunisti nei paesi vicini dell’Europa centro-orientale e gli
accordi intergovernativi che rendono sempre più facili i passaggi alle
frontiere, all’interno del crescere dei fenomeni di globalizzazione
dell’economia e del turismo internazionale. I paesi europei e l’Unione
sono stati, secondo l’autore, impreparati sia sotto il profilo delle
politiche dell’accoglienza che delle regolamentazioni
d’accompagnamento. Le ingenui- tà, gli errori di fronte all’affluire
in Europa di masse d’immigrati regolari e clandestini, trovano
spiegazione anche nella totale impreparazione continentale alla
novità, trovatasi a passare da bacino d’emigrazione a ricettori
d’immigrazione. Si pensi che in Italia il primo provvedimento che
affronta specificamente l’immigrazione è del febbraio 1990, la
cosiddetta legge Martelli.
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