Italiano
Affinché l’idea dello stakeholder possa essere utile per
il processo decisionale necessita di essere collegata con un
criterio che ci permetta di gerarchizzare le esigenze degli
stakeholders, e quindi di decidere cosa fare, permettendo allo
stesso tempo di rispettare gli stakeholder come fini in sé
stessi. In pratica l’idea dello stakeholder è stato abitualmente
collegato ad uno dei seguenti tre criteri. Il criterio del
‘business case’ dà la priorità alle esigenze dello stakeholder
sulla base del principio di ‘massimizzare il valore della
proprietà degli azionisti’; quindi esso non rispetta gli (altri)
stakeholders come fini. Il principio kantiano ha il problema
opposto: non è in grado di guidarci ad una decisione perché
tutti gli stakeholders devono essere trattati come fini e come
ugualmente importanti, cosicché non possiamo gerarchizzare le
esigenze degli stakeholders. Il contratto sociale, come viene
formulato da Sacconi, può produrre un criterio per prendere una
decisione (rispetto dei termini del contratto sociale nozionale),
ma soffre del fatto di essere altamente astratto e dotato di un
meccanismo di imposizione fragile. Fondamentalmente questi
problemi nascono dalla concezione individualistica dell’essere
umano che sta dietro queste teorie. La tradizione sociale
cattolica può offrire qualche aiuto presentando un’idea
‘personalistica’ dell’essere umano ed una immagine del business
come una ‘comunità di lavoro’. Il criterio decisionale che offre
1) rispetta gli stakeholders come fini, 2) è operazionale, 3) è
concreta e pratica, ed è quindi potenzialmente un miglioramento
su quello offerto dalla tradizione del contratto sociale.
In English
In order to be useful for decision-making the stakeholder
idea needs to be attached to a criterion that allows us to
prioritise the claims of stakeholders, and thus to decide what
to do, while at the same time respecting the stakeholders as
ends in themselves. In practice, the stakeholder idea has
usually been attached to one of three possible criteria. The
“business case” criterion prioritises stakeholder claims on the
basis of the principle “maximise shareholder wealth”; it
therefore does not respect the (other) stakeholders as ends. The
Kantian principle has the opposite problem: it is unable to
guide us to a decision because all stakeholders have to be
treated as ends and as equally important, so we cannot
prioritise stakeholder claims. The social contract, as
formulated by Sacconi, can produce a decision-making criterion
(respect the terms of the notional social contract), but it
suffers from being highly abstract and from fragile enforcement
mechanisms. Fundamentally, these problems arise from the
individualistic understanding of the human being behind these
theories. The Catholic social tradition can offer some help by
providing a “personalist” understanding of the human being, and
an image of a business as a “community of work”. The decision
criterion it offers 1) respects the stakeholders as ends; 2)
is workable; 3) is concrete and practical, and is therefore
potentially an improvement on that offered by the social
contract tradition.