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Lo svipuppo rurale nell’economia globale: un ruolo per i partner sociali e le Ngo

Luigi Troiani

Italiano
La connessione di sviluppo globale e sviluppo rurale presenta agli operatori dell’agricoltura sfide complesse, ma anche opportunità da cogliere. Lo sviluppo rurale può realizzarsi a tre livelli principali: produzione, ambiente, popolazione. L’articolo guarda in particolare alle risorse umane, chiedendosi se stia migliorando o peggiorando il livello di sviluppo umano del mondo rurale. Muove da una considerazione: che il 50% delle persone che soffrono di malnutrizione cronica sono contadini. E si chiede quale priorità l’agricoltura rivesta nelle politiche economiche e sociali dei governi, pur nella consapevolezza della rilevanza che il primario ha nel mondo e nell’economia contemporanei. L’autore rifiuta la tesi del villaggio globale unico e necessario, chiedendo alle risorse umane rurali di edificare l’insieme armonico dei villaggi diversi, ciascuno con proprie dinamiche e culture, affermando la capacità degli operatori rurali, di operare e dialogare all’interno dei singoli fenomeni globali.

English
Rural Development in the Global Economy: the role of social partners and NGOs
The connection between global development and rural development presents complex challenges, as well as opportunities to be grasped, to those in agriculture. Rural development can take place on three main levels: productive, environmental, human. This article focuses on human resources, asking whether we are seeing improvements or the opposite with regard to human development in rural areas. The argument begins with the knowledge that 50% of people who suffer chronic malnutrition are working on the land. It continues by asking what kind of priority is given to agriculture in the economic and social policies pursued by governments, even though they understand the importance of the primary sector in today's economies. The author does not accept the necessity of a unified global village, calling on those in the rural areas to work towards the peaceful co-existence of diverse "villages", each with their own dynamic and culture, and recognising the possibility for rural dwellers to dialogue with wider global phenomena.

 

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