NOTE
1Linteresse daltronde, dal punto di vista puramente razionale, è stato considerato riprovevole, nella misura in cui una cosa fosse definita un prestito esauribile attraverso luso, come per esempio nel caso del prestito di una pagnotta di pane. Per esso non si può pretendere in cambio la restituzione di due pagnotte o il pagamento di interessi. Il quinto Concilio Lateranense (1512-1517) nella sua decima seduta ha così definito il prestito di soldi. I soldi vengono considerati un puro mezzo per lo scambio, consumato già nel suo primo impiego. Da questo punto di vista è usura il prestito di denaro in cambio di interessi. In modo diverso ci si comporta quando invece che pane si presta una patata che viene usata come seme. In questo caso la patata è un mezzo di produzione, per il cui prestito si può calcolare un interesse perché il proprietario avrebbe lui stesso potuto usarla come seme. Quindi il denaro diventa capitale solo quando il creditore con esso può comprare un mezzo di produzione. E questo è quanto succede in una società dello scambio. Linteresse acquista un significato diverso dalla sua funzione nella società. I teologi del medioevo avevano già riconosciuto questo sviluppo, dato che parlavano di "mancato profitto" (lucrum cessans), quando si presta il proprio denaro a qualcun altro senza risarcimento.
2S. Teol. II-II 66,1+2.
Cfr. il mio commento a proposito in: Tommaso DAquino, Recht und Gerechtigkeit, Bonn 1987.
3Cfr. il mio commento citato nella nota precedente.
4Proprietario degli immobili doveva essere la Santa Sede.
5Tommaso DAquino, S.Teol. II-II 66,7. Nelledizione "Legge e giustizia", pag.122.
Traduzione dal tedesco
di Simona Di Ciaccio