NOTE

1J. Beattie, Other Cultures, London, Cohen & West, 1964. L. Wittgenstein sostiene una tesi simile in Bemerkungen über Frazer’s The Golden Bough.

 

2L’argomento è discusso da Raymond Boudon, L’art de se persuader des idées douteuses, fragiles ou fausses, Paris, Arthème Payard, 1990, versione italiana a cura di Giovanna Cifoletti, L’arte di persuadere se stessi, Milano, Rusconi, 1993 Cf particolarmente: cap. II, pp. 84-89, cap. IX pp. 393-411.

 

3Irving Copi, Introduction to Logic, New York, The Macmillan Company, 1961, versione italiana a cura di Marialuisa Stringa, Introduzione alla Logica, Bologna, Il Mulino, 1964. Pp.338-342.

 

4Cf. il ripensamento dello "a priori" kantiano ad opera di G.Simmel (1858 - 1918), in Filosofia del denaro, (Originale tedesco 1900) e Problemi di filosofia della storia, (originale tedesco 1905). Un modello simile di "a priori" come premesse implicitate che predeterminano le risposte alle domande è sviluppato da W.W. Barthley, Unfathomed Knowledge, Unmannered Wealth, La Galle (Illinois), Open Court, 1990.

 

5Era la tesi di C. Lévy-Bruhl, La mentalité primitive, Paris, P.U.F., 1922. Versione italiana La mentalità primitiva, Torino, Einaudi, 1981.

 

6Isaac Newton, I principi matematici della Filosofia Naturale. (Vers. Italiana a cura di Alberto Pala, Torino, UTET), Opere di Newton, Vol.1, pp.115-116.

 

7Irving Copi, op. cit. p.341.

 

8Irving Copi commenta: "se la proposizione che deve essere dimostrata è formulata esattamente con le stesse parole sia come premessa che come conclusione, l’errore è così lampante che non inganna nessuno. Spesso, tuttavia, le due proposizioni possono essere formulate in modo così diverso, che non sembra sia sempre la stessa proposizione quelle che ricorre come premessa e conclusione" (op. cit. p.82).

 

9Nei tentativi di dimostrare il quinto postulato delle parallele nel corso dei secoli si celano sempre indimostrate proprietà equivalenti al postulato stesso.

 

10Valerio Evangelisti, Magus, Milano, Mondadori, tre voll. 1999. Meno romanzata, la biografia di Michele Nostradamo ad opera di J. Maura e P. Louvet, Parigi, 1930.

 

11Lynn Thorndike, A History of Magic and Experimental Science. 8 voll. New York, Columbia University Press, 1958.

 

12"Gli occultisti dell’età rinascimentale" nella Grande Antologia Filosofica, vol. VI. Milano. Marzorati, 1964, p.339.

 

13In logica l’intuizionismo sarebbe più esattamente chiamato "il construttivismo". Ha per tesi maestra che la verità deve assegnarsi soltanto a ciò che è dimostrato vero. Inoltre, in matematica, la dimostrazione consiste in una costruzione, e non si riduce ad una pura trasformazione logica. Cf. Jean Largeault, L’intuitionnisme, Paris, P.U.F. ("Que sais je?"), 1992. Intuition et Intuitionnisme, Paris, Vrin, 1993.

 

14Robert Teys (1889-1961). "Les Méthodes récentes de déduction naturelle" in Revue Philosophique de Louvain, 1946, pp.74-103 e 237-270.